martedì 9 gennaio 2007

saremmo stati


Era calda quell’auto, di contrasti di colore.
Abbiamo giocato a spogliarci.
Come infante tra le braccia sulla spalla colla guancia
Fuori non esisteva più nulla, solo gli occhi
Solo le orbite chissà dove.
Si ondeggiava tra calori e sguardi.
I millimetri non sarebbero bastati , tirava i baci, se li allontanava,
mai dati, ma voluti.
-vieni qua – bisbiglii
le mani veloci , si strisciava dai sospiri.
-togli quella mano- e si scivolava tra l’acciaio sotto i denti.
Tanto lievi ,il tatto sul collo tra le braccia e i capezzoli, tra lo stomaco
e la lingua.
E i disegni ricordavano e spostavano i capelli da un lato e si poggiavano l
e labbra ,solo si poggiavano.
Con il pianto attaccato sul viso e schiacciati sul sedile, uno dentro l’altro
Io piangevo .di quella leggerezza piangevo, di quella stanchezza piangevo,
di quell’armonia piangevo.

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