Oggi mi sono automaticamente svegliata alle 7 e trentacinque,ho dormito nel letto anche se avrei voluto continuare a dormire sul divano completamente vestita.
In questi giorni posseggo una dirompente energia che vorrei convogliare verso ciò che mi piace fare.
IMPOSSIBILE.Gli ostacoli di un piccolo paese di provincia , eliminano ogni possibile incontro, così per realizzare qualsiasi progetto bisogna dannarsi e sgomitare , è difficile trovare chi condivida anche solo in parte il tuo obiettivo.
Il mio grande e impossibile sogno è quello di creare una realtà teatrale alternativa ai grandi colossi mangioni alla Gargantuà, che viva il necessario per dare spazio a chi desidera esprimersi sotto ogni forma restando,però, in questo vasto sud.
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2 commenti:
emigrazione artistica?...spesso chi vive in una "grande metropoli", intesa come luogo ristretto in cui vivono a stretto contatto centinaia di migliaia di persone, è disilluso e intellettualmente spento, e non coglie affatto quello che l'interazione tra tutte queste persone gli può offrire. E' una considerazione. Cmq qualcosa mi dice che la tua PROVINCIA è molto diversa dalla mia. E stona un pochino l'aggettivo "impossibile" in quello che hai scritto....ma io alla fine parlo troppo spesso per frasi fatte!mi piacciono un casino.
Ps: carla b. non è propriamente neanche il mio di genere....ma è l'ideale da ascoltare in certe situazioni emozionali....ti puoi immaginare quali, vero?!?!?!?
Si è vero, impossibile forse è un pò troppo.
Hai ragione nel parlare delle grandi metropoli come luoghi di solitudine ma la differenza non è solo nello stato d'animo ma nelle possibilità che un luogo ti offre.
se Qui, io, in questo paesone della provincia di Bari, o anche a Bari stessa, avessi tutte le possibilità di concorsi, di laboratori, di studio che effettivamente non ci sono, avrei avuto un percorso lievemente più semplificato per fare quello che voglio.
Ieri sera un uomo adulto che suona strumenti a fiato,di nome Ninnì, che ha fatto della musica la sua unica ragione di vita mi ha parlato dell'importanza della lentezza, e del tempo che in codesta si guadagna per ideare e inventare, mi ha anche parlato della difficoltà di esprimersi nei luoghi in cui i palcoscenici e i luoghi in cui fare musica sono molto pochi e contesi.
In ciò io non sono negativa , sondo solo il territorio per trovare delle soluzioni.
ora , però ,vado a farmi un bel caffè dato che oggi non ne ho ancora bevuto.
Marco mi incuriosice sta storia dello scrivere senza conoscere la tua faccia,strano ma fà piacere.
P.S. Si si,la signora Crala B. può essere perfetta in certi stati emozionali.
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